DEPOSITI BAGAGLI IN CASA DELLO STUDENTE: CHE COSA STA SUCCEDENDO?

 

Ieri 11 luglio anche Link Trieste ha partecipato alla manifestazione organizzata dai rappresentanti delle case dello studente per protestare contro la scelta dell’ARDiSS di non poter tenere tutti i propri effetti personali in Casa dello Studente durante l’estate. I ragazzi che vivono negli studentati, infatti sono tenuti a lasciare le Case a fine luglio per poi tornare in autunno se risultano vincitori del posto alloggio durante il nuovo anno accademico. Fino a quest’anno i bagagli venivano depositati nella palestra per l’edificio E1, nella sala giochi in edificio E3 e in aula studio per l’edificio E4. Di recente l’ARDiSS ha constatato, anche parlando con i Vigili del Fuoco, che questi locali in base alla normativa antincendio non sono adatti a fungere da deposito. In un primo momento, quindi, l’ARDiSS ha fatto sapere agli studenti che non potevano più tenere alcun bagaglio Più avanti l’Ente ha permesso di tenere in stanza quattro colli di bagagli durante l’estate, soluzione che comportava che gli studenti dovessero portarsi a casa tutto ciò che non rientrava in questi quattro colli. E per chi viene da un altro Paese oppure abita in una regiona lontana non è affatto un’impresa facile. Tutto ciò, oltretutto, con poche settimane di preavviso, perché soltanto a metà giugno si è saputo che i locali usati durante gli altri anni per depositare i bagagli non erano idonei.
Abbiamo scelto di esserci per dare il nostro appoggio a coloro che avrebbero partecipato alla manifestazione. Quando, durante la mattinata di ieri, l’ARDiSS ha pubblicato una nota con cui annunciava di aver trovato un deposito presso un altro ente regionale abbiamo scelto comunque di esserci, per varie motivazioni.
Innanzitutto perché veniva dato solo un giorno per terminare di raccogliere le segnalazioni: l’ARDiSS negli ultimi giorni aveva iniziato a chiedere di far sapere chi aveva bisogno di lasciare bagagli a Trieste, nella speranza di riuscire a trovare un nuovo deposito. Il termine però era oggi e con la manifestazione è stata chiesta una proroga. Il nuovo termine è stato fissato al 15 luglio. Inoltre abbiamo ribadito che a nostro avviso sarebbe stato meglio, per quest’anno, utilizzare i locali degli anni scorsi per non mettere in difficoltà gli studenti e cambiare le regole dal prossimo anno, in modo da avere più tempo per organizzare tutto.
Resta ancora un nodo da sciogliere: per ritirare i bagagli bisogna presentarsi il 2 settembre, se non si può essere il 2 settembre a Trieste si mette si può delegare qualcuno a ritirarli, ma questa data mette in difficoltà alcune categorie di studenti, come le matricole della magistrale che prendono possesso del posto alloggio a inizio ottobre e sono costrette a tornare a Trieste apposta per ritirare i bagagli o a delegare qualcuno che se li tenga per un mese.
Link Trieste in questo momento non ha rappresentanti in ARDiSS, ma questo per noi non significherà disinteressarci delle questioni legate al diritto allo studio. Continueremo a tenere informati gli studenti e a sostenerli quando sorgono problemi con l’ente.

Il nostro Ateneo supporti la richiesta di incremento del numero di borse di specializzazione – Mozione al Consiglio degli Studenti

Ecco il testo completo della mozione inoltrata da LINK Trieste per la riunione del Consiglio degli Studenti di martedì 16 luglio:

 

Ai membri del Consiglio degli Studenti

Al Magnifico Rettore

Ai membri del Senato Accademico

Oggetto: supporto alla richiesta di un incremento del numero di borse di specializzazione di area medica

Il gruppo consiliare Link Trieste

VISTA

la Legge 29 dicembre 2000, n. 40 “Norme sull’organizzazione e sul personale del settore sanitario”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.5 dell’8 gennaio 2001;

VISTO

il decreto legislativo n. 368 del 1999 “Attuazione della direttiva 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli e delle direttive 97/50/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modificano la direttiva 93/16/CE”, che definisce gli standard e i requisiti della formazione specialistica dei medici e chirurghi;

VISTO

il decreto legislativo 10 agosto 2017, n.130 “Regolamento concernente le modalità di ammissione dei medici alle scuole di specializzazione in medicina, ai sensi dell’articolo 36, comma 1 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368”;

VISTO

il Disegno di legge “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” (A. C. 1334), di seguito “Disegno di Legge di Bilancio”

VISTO

l’articolo 4 del Disegno di Legge di Bilancio che prevede “Al fine di aumentare il numero di contratti di formazione specialistica dei medici di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 252, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è incrementata di 22,5 milioni di euro per il 2019, di 45 milioni di euro per il 2020, di 68,4 milioni di euro per il 2021, di 91,8 milioni di euro per il 2022 e di 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023”

CONSIDERATO

che secondo la Relazione Tecnica della Legge di Bilancio agli incrementi di spesa previsti dall’art. 41 dovrebbe corrispondere un aumento di 900 borse di specializzazione fino al 2023;

CONSIDERATO

che il percorso di formazione specialistica e di Medicina Generale sono condizioni necessarie ad un medico abilitato per completare la propria maturazione professionale, permanendo altrimenti in un ambito di precarietà lavorativa e / o optando per l’emigrazione in Stati esteri.

CONSIDERATO

che in mancanza di dati certi il numero di borse di studio bandite nell’ultimo concorso per le scuole di specializzazione mediche è stimato essere di 8500 a fronte di un numero di candidati prossimo alle 20000 unità e che il numero di candidati è destinato ad aumentare per via del progressivo accumulo di medici esclusi dal percorso formazione specialistica (cosiddetto “imbuto formativo”)

CONSIDERATO

il crescente fabbisogno di medici attestato dal Rapporto 2019 dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni Italiane dell’Università del Sacro Cuore di Roma

CONSIDERATO

che in Italia esiste una carenza sostanziale di medici specialisti, destinata a peggiorare nei prossimi anni a causa del pensionamento di molti professionisti;

RITENUTO

che la carenza e l’imbuto formativo possano essere risolti tecnicamente aumentano il numero di borse di specializzazione e riassorbendo in breve tempo i candidati esclusi

RITENUTO

che, al fine di ottenere un aumento di borse consistente adeguato al fabbisogno, sia necessario il supporto e una presa di posizione da parte di tutta la comunità accademica e medica italiana, della componente studentesca fino agli organi nazionali, quali CRUI, CNSU e CUN.

SI CHIEDE

il sostegno pubblico del Senato Accademico alla rivendicazione di un finanziamento ad hoc per la formazione medica che consenta l’erogazione di un numero di borse di specializzazione al primo anno nel 2019 sufficiente a raggiungere la massima capacità di formazione degli Atenei, per come è definita dall’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica.

SI CHIEDE INOLTRE

il supporto del Magnifico Rettore all’interno della CRUI e dei membri di questa comunità accademica nelle sedi nazionali, come CUN, Conferenza dei presidenti di corso di laurea, tavoli ministeriali e l’invio di una domanda formale al MIUR ed ai soggetti responsabili al fine di sottolineare il problema del percorso di specializzazione.

Trieste, 9 luglio 2019

L’Università dichiari l’Emergenza Climatica! – Mozione al Consiglio degli Studenti

Ecco il testo della nostra mozione, che verrà discussa alla riunione del Consiglio degli Studenti di martedì 16 luglio.

Alle colleghe consigliere e consiglieri tutti

LINK TRIESTE chiede che il Consiglio degli Studenti richieda all’Università degli Studi di Trieste di dichiarare lo stato di  “Emergenza climatica”, così come hanno già fatto in maniera trasversale sia parlamenti nazionali, che comuni italiani, che istituti scolastici. È un’iniziativa e una responsabilità che non fa distinzioni tra il parlamento del Regno Unito e l’Istituto comprensivo Capasso-Mazzini di Frattamaggiore.

Parallelamente a all’atto dal valore simbolico, si chiede all’Università di adottare delle pratiche concrete che ne diminuiscano l’impatto ambientale, alcune delle quali di seguito elencate:

  • Implementare la raccolta differenziata in tutte le sedi dell’Ateneo in cui questo non sia già stato fatto, come ad esempio nel polo didattico di Cattinara, e fare sì che siano sempre presenti in un set completo, con anche un contenitore per l’indifferenziato.

  • Verificare se i bicchieri ed i cucchiaini di plastica dei distributori automatici sono o no biodegradabili. Nel caso non lo siano, sostituirli con un’alternativa ecologica (es. bicchieri di plastica biodegradabile o cellulosa).

  • Chiedere ai bar dell’Ateneo di limitare o eliminare del tutto l’uso di plastica monouso.

  • Installare nei servizi igienici dell’Ateneo dei sensori di movimento o interruttori a tempo in modo che la luce non rimanga accesa quando questi non sono utilizzati.

  • Nei servizi igienici in cui non sono già stati installati, sostituire i rubinetti presenti con rubinetti a pulsante, in modo da non correre il rischio che l’acqua continui a scorrere perché chi ha usato il lavandino si è scordato di chiudere il rubinetto.

  • Permettere che le porte del 4° e 5° piano dell’edificio H3 possano essere aperte dall’esterno. Infatti, al momento, spesso gli studenti le lasciano aperte per poter rientrare nelle aule studio, determinando, durante i mesi invernali, un inutile spreco di calore.

  • Migliorare il sistema di ventilazione delle aule studio in H3, in modo che non si sia costretti ad aprire le porte per poter cambiare aria disperdendo calore all’esterno.

  • Installare distributori di acqua microfiltrata nelle sedi distaccate (SSLMIT, Baciocchi, Lazzaretto Vecchio, Tigor, Campo Marzio, San Giovanni, Economo, Valmaura, Cattinara, Gorizia, Portogruaro) e negli edifici più decentrati del campus di Piazzale Europa (come l’edificio M e l’edificio C11) .

  • Nei servizi igienici, sostituire la carta usata per asciugarsi le mani con asciugamani elettrici, in modo da ridurre l’uso di carta e gli sprechi.

  • Diffondere materiali sul risparmio energetico e di acqua sulle bacheche dell’università, oppure in punti strategici (per esempio cartelli sul risparmio d’acqua nei bagni).

Agire concretamente per la salvaguardia dell’ambiente è una responsabilità e un dovere di tutte e tutti: come singoli, come associazioni, come organizzazioni, come istituzioni. Inoltre spesso la salvaguardia con l’ambiente permette, con un investimento economico minimo, di ridurre le spese per acqua ed energia grazie a una maggiore efficienza.

 

Programma elettorale per gli organi maggiori

Consiglio di Amministrazione Senato Accademico
Daniel Martin Haron Zeriali
Greta Hrovatin Adrian Scarlat
Victoria Gribaudo
Consiglio ARDiSS Centro Universitario Sportivo
Angelica Bufano Francesco Franz
Claudio Lentini Campallegio Luigi Camerlenghi
Andi Pija

Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione

  • Tirocini: vogliamo tutelare i diritti degli studenti che affrontano un tirocinio. Il tirocinio dovrebbe essere un’esperienza che completa il percorso formativo dello studente, troppo spesso diventa invece un’occasione di sfruttamento in cui lo studente è impiegato in mansioni che poco hanno a che vedere con il suo corso di studi, non ha diritto a un rimborso spese e non può far sentire la sua voce sulle criticità emerse durante il percorso. Per questo vogliamo che in Ateneo ci sia uno Statuto dei diritti degli studenti in tirocinio e vogliamo metterci a disposizione degli studenti nei singoli dipartimenti, per risolvere i problemi emersi durante i percorsi di tirocinio!
  • Accesso all’insegnamento: in questi anni abbiamo lavorato molto sui 24 CFU per diventare insegnanti. Continueremo a monitorare l’erogazione di questi crediti, faremo abbassare i costi per i laureati e chiederemo che venga reintrodotto il semestre bonus.
  • Tasse: vogliamo lavorare affinché la prima rata sia meno gravosa, proseguendo il nostro impegno su questo fronte intrapreso l’anno scorso. Gli studenti del primo anno con ISEE basso (eccezioni fatta per chi ha la borsa di studio) si ritrovano a pagare la prima rata per intero per poi vedersela rimborsata in tutto o in parte: vogliamo porre fine a questa e ad altre situazioni paradossali. Vogliamo che venga rivista la tassazione per i laureandi a cui manca solo la tesi o il tirocinio.
  • Studenti lavoratori: nel nostro Ateneo non esiste un regolamento che dia una definizione di studente lavoratore e che stabilisca tutele minime per questi studenti, come la possibilità di avere un obbligo di frequenza ridotto, orari di ricevimento concordati col docente o appelli d’esame straordinari. Per questo vogliamo un regolamento che definisca i diritti degli studenti lavoratori.
  • Aule studio e spazi: vogliamo che l’edificio H3 sia aperto nel fine settimana anche fuori dai periodi di sessione, permettere a qualunque studente di prenotare le aule. Vogliamo che in università ci sia un numero sufficiente di aule ristoro per gli studenti. Vogliamo che l’Orto botanico sia uno spazio di socialità adeguatamente attrezzato.
  • Didattica: vogliamo abolire dai regolamenti d’ateneo il salto dell’appello e le regole che impediscono di rifiutare i voti. Permettere agli studenti di conservare i voti positivi dei moduli d’esame, in modo che negli esami composti da più moduli lo studente non sia costretto a ripetere tutto l’esame se all’altro modulo viene bocciato.
  • Erasmus e internazionalizzazione: vogliamo risolvere i problemi burocratici che gli studenti incontrano prima, durante e dopo l’Erasmus, vogliamo che l’Ateneo metta a disposizione un documento in cui spiega tutti i passaggi da seguire nelle pratiche Erasmus sostituisca i lettori di lingua che vanno in pensione e che vengano istituiti corsi di lingua italiana per gli studenti Erasmus incoming e gli studenti stranieri iscritti all’Ateneo. Vogliamo che nei dipartimenti siano organizzati tramite i lettori corsi preparatori agli esami delle certificazioni di lingua e che l’Ateneo stipuli convenzioni con le scuole di lingua per permettere agli studenti di sostenere gli esami per le certificazioni a prezzi agevolati.
  • Genere: vogliamo che in Ateneo siano presenti distributori di assorbenti e preservativi per gli studenti. Vogliamo che sia inserita l’opzione “non voglio specificare” nella modulistica d’Ateneo assieme a “maschio” e “femmina”. Siamo a favore della carriera alias e ci impegneremo perché venga attivata in Ateneo. Vogliamo che la nostra didattica sia libera da stereotipi sessisti. Vogliamo che in Ateneo sia creato un asilo nido per studenti, dottorandi, ricercatori, docenti e amministrativi.
  • Ambiente: vogliamo che le lampade presenti in Ateneo siano sostituite con LED e che nei bagni siano installati sensori di movimento per far accendere la luce solo quando serve. Vogliamo che nella mensa centrale i cucchiaini monouso siano di plastica biodegradabile, che il cibo avanzato nelle mense e nei ristoranti venga consegnato ad associazioni benefiche, che si riduca il più possibile l’uso delle bottiglie di plastica nei ristoranti convenzionati e che nei bagni siano installati asciugamani elettrici per sostituire la carta.
  • Città: nella città di Trieste mancano spazi di aggregazione giovanile, in cui sia possibile ascoltare musica dal vivo, fare festa, dare e ricevere ripetizioni a prezzi popolari, trascorrere il pomeriggio in aula studio… per questo vogliamo aprire Zeno, un circolo in cui sia possibile fare tutto questo.

ARDiSS

  • Bando: semplificare il bando ARDiSS a livello linguistico e tradurre la domanda online in inglese.
  • Borse di studio: Vogliamo che la borsa di studio sia erogata in due rate anche per le matricole: una rata entro il 31 dicembre e l’altra dopo i 20 CFU. Vogliamo che per gli idonei non beneficiari di posto alloggio venga aumentato l’importo della borsa, fino a raggiungere lo stesso importo di chi vive nelle case dello studente, in modo da aiutare questi studenti ad affrontare le spese per l’affitto. Vogliamo creare una borsa servizi per gli studenti con ISEE tra 23 000 e 30 000 e un assegno per i tirocinanti di infermieristica.
  • Alloggi: vogliamo che le graduatorie per l’alloggio escano in tempi adeguati a permettere agli studenti di partecipare alle lezioni e a chi non risulta beneficiario di cercare casa. Vogliamo che l’ARDiSS crei uno sportello alloggio per aiutare gli studenti a trovare stanze in affitto e che li aiuti a risolvere le controversie con i proprietari. Vogliamo che almeno una casa dello studente resti aperta nel mese di agosto per consentire a chi ha bisogno di restare a Trieste. Agli studenti di Portogruaro deve essere permesso di poter fare domanda per l’alloggio a Trieste, in modo che possano alloggiare a Trieste se non trovano appartamento a Portogruaro.
  • Aule studio: aprire l’edificio E2 anche di domenica e sistemare l’aula studio Move.
  • Mense: tenere aperte le convenzioni con i ristoranti anche la sera per far fronte all’aumento di studenti che frequentano le mense. Coprire i poli didattici privi di un punto mensa come San Giovanni e Valmaura. Vogliamo che venga eliminato l’ISPE dai criteri per stabilire il costo del pasto per il singolo studente.
  • Trasporti: Aumentare le corse notturne e fare in modo che quelle già esistenti coprano meglio le tratte verso i poli didattici. Vogliamo rendere più accessibile economicamente il trasporto ferroviario, gli abbonamenti scontati attualmente concessi dalla Regione sono del tutto insufficienti!
  • Contributo mobilità internazionale: fare in modo che il contributo per le matricole della magistrale sia erogato in due rate.

Centro Universitario Sportivo

  • Convenzioni CUS: Aumentare le convenzioni CUS a Gorizia.

 

Richiesta di patrocinio dell’Università di Trieste a FVG Pride 2019

Link Trieste da diversi anni fa attivismo di genere e collabora con diverse realtà LGBTQIA+ della regione. Negli ultimi anni ha partecipato a FVG Pride di Udine del 2017 e a Padova Pride del 2018. Anche quest’anno abbiamo decido di aderire a FVG Pride 2019, che si terrà a Trieste sabato 8 giugno. Non ci limiteremo ad aderire e a sfilare, ma aiuteremo nell’organizzazione di un evento che è purtroppo ancora osteggiato da una parte della cittadinanza e da buona parte delle istituzioni locali e non solo. Specialmente nell’ultimo periodo, in tutto il Paese si è venuto a creare un clima di astio e discriminazione nei confronti della comunità LGBTQIA+ che riteniamo inaccettabile e profondamente contrario ai valori di uguaglianza e rispetto su cui si basa la missione di un’istituzione quale la nostra Università. Come studentesse e studenti e come membri del Consiglio degli Studenti noi facciamo parte di una delle più importanti istituzioni di Trieste, l’Università, e vorremmo chiedere il patrocinio dell’Università degli Studi di Trieste a FVG Pride 2019.

Testo del Manifesto di FVG Pride 2019: https://fvgpride.it/about/manifesto.

Ecco il testo della nostra mozione al Consiglio degli Studenti, che verrà presentata alla prossima riunione  (mercoledì 13 febbraio):

Trieste, 8 febbraio 2019

All’attenzione dei membri del Consiglio degli Studenti

Del Magnifico Rettore prof. Maurizio Fermeglia

OGGETTO: Adesione e patrocinio a FVG Pride 2019

Il gruppo consigliare di LINK Trieste

VISTA

L’organizzazione del prossimo FVG Pride 2019 nella città di Trieste per l’8 giugno 2019

CONSIDERATO

  • il clima di astio e discriminazione che si è creato nel nostro Paese nei confronti della comunità LGBTQIA+;
  • le affermazioni fatte dai politici di questa città contro la comunità LGBTQIA+, che riteniamo inaccettabili e profondamente contrarie ai valori di uguaglianza e rispetto su cui si basa la missione di un’istituzione quale la nostra Università;
  • che il Comune di Trieste non sembra intenzionato a dare il patrocinio a FVG Pride

RICHIEDE

  • che il Consiglio degli Studenti aderisca a FVG Pride 2019 dopo aver letto ed accettato il Manifesto inoltrato in precedenza tra gli allegati;
  • che il Consiglio degli Studenti pubblicizzi l’evento dai suoi canali social cercando di coinvolgere tutte le studentesse e tutti gli studenti dell’Ateneo;
  • che il Consiglio degli Studenti dia mandato all’Ufficio di Presidenza di procedere con le pratiche per la richiesta del patrocinio dell’Università degli Studi di Trieste a FVG Pride 2019 agli organi e uffici di competenza.

 

Sulla nostra mozione in CdS contro il corteo fascista del 3 novembre

Il 30 ottobre abbiamo portato in Consiglio degli Studenti una mozione che chiedeva una presa di posizione di netta contrarietà al corteo di CasaPound che si terrà il 3 novembre nella nostra città. Il testo della mozione è stato snaturato, ne prendiamo atto.

Le motivazioni che abbiamo portato in seduta evidentemente non sono state ritenute valide da diversi consiglieri e consigliere. Il fatto che all’indomani dell’annessione di Trieste all’Italia festeggiata da CasaPound la nostra città abbia vissuto un processo di cancellazione della propria identità multiculturale  e di “italianizzazione” forzata evidentemente non è un argomento valido. Lo stesso ragionamento si applica all’annuncio delle leggi razziali in Piazza Unità, alla Risiera di San Sabba, all’incendio del principale centro culturale della comunità di slovena (che oggi è una sede universitaria) e all’interdizione dall’insegnamento dei docenti ebrei dell’Università di Trieste. Le risposte dei consiglieri delle altre liste sono andate dal «questa mozione non riguarda gli studenti e l’università» al «non possiamo votare contro una manifestazione organizzata da un partito che non è stato messo fuorilegge e partecipa alle elezioni», passando per «è inutile presentare una mozione su questo argomento».

Come se stessimo parlando di un partito politico qualsiasi e non di una formazione che si è sempre dichiarata fascista e che a più riprese ha commesso aggressioni squadriste, anche ai danni degli studenti che manifestavano contro la riforma Gelmini nel 2008 a Roma. Come se l’Ateneo non fosse immerso in un contesto cittadino e come se quello che accade in città mentre noi siamo nelle nostre biblioteche e nelle nostre aule a lezione non contasse. Come se l’istituzione universitaria non avesse alcun ruolo nel vivere civile. Evidentemente la presa di posizione da parte di alcune scuole triestine rispetto al corteo di CasaPound del 3 novembre non è un esempio da imitare.

Al termine della seduta, il documento approvato dal Consiglio si limita a richiamarsi ai valori della Costituzione Italiana, senza citare l’antifascismo da cui la stessa carta è nata. Documento che abbiamo votato a malincuore per non uscire con un nulla di fatto e poter lavorare all’interno della contraddizione che lo stesso produce.

Non si può esprimere contrarietà a «qualsiasi atteggiamento discriminatorio lesivo della dignità della persona» e poi strizzare gli occhi di fronte alla calata dei fascisti del terzo millennio sul nostro territorio. Per questo noi il 3 novembre saremo alle 12 in Campo San Giacomo e invitiamo tutti gli studenti e le studentesse dell’Ateneo di Trieste a essere con noi. Il nostro antifascismo non si riduce a una contrapposizione contro CasaPound e gli altri movimenti fascisti: il nostro antifascismo è anche femminismo e antirazzismo.

 

Per completezza, riportiamo anche il testo della mozione presentata dal nostro gruppo consigliare in CdS:

Ai membri del Consiglio degli Studenti

Al Magnifico Rettore prof. Maurizio Fermeglia

OGGETTO: presa di posizione da parte dell’Ateneo contro la manifestazione di Casapound del 3 novembre 2018

Il gruppo consigliare di LINK Trieste

VISTA

  • la decisione di CasaPound Italia di convocare una manifestazione nazionale a Trieste per il 3 novembre 2018;

CONSIDERATO

  • che subito dopo l’annessione all’Italia e l’avvento del fascismo la città di Trieste ha visto la repressione e la cancellazione della sua identità multiculturale, attraverso le misure per “italianizzare” il territorio;
  • che nel 1920 un gruppo di squadristi incendiò il Narodni Dom, il centro culturale sloveno, dando avvio a una serie di episodi di violenza squadrista contro la comunità slovena e gli slavi in generale;
  • che il 18 settembre 1938 in piazza Unità Mussolini annunciò la proclamazione delle leggi razziali contro i cittadini di origine ebraica, in una città che ospitava una delle principali comunità ebraiche d’Italia;
  • che la città di Trieste ha ospitato il campo di concentramento della Risiera di San Sabba, in cui venivano raccolti gli ebrei destinati a essere deportati ad Auschwitz e in cui centinaia di partigiani e oppositori politici sono stati uccisi;
  • che tra gli ebrei triestini vittime delle leggi razziali e dei campi di concentramento vi erano anche alcuni docenti dell’Università di Trieste;

RICHIEDE

  • che il Consiglio degli Studenti, approvando la presente mozione, prenda posizione contro il corteo di CasaPound del 3 novembre;
  • che il Magnifico Rettore si pronunci a sua volta contro detta manifestazione e chieda alle pubbliche autorità di impedire che tale manifestazione si svolga.

Sciopero degli esami di profitto dal 1° giugno al 31 luglio 2018

Dal 1° giugno al 31 luglio 2018 avrà luogo lo sciopero degli esami di profitto che riguarderà il primo appello della sessione estiva.

Questo sciopero è stato indetto dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria perché gli avanzamenti ottenuti con lo sciopero della sessione autunnale in materia di scatti stipendiali non sono stati ritenuti sufficienti. Inoltre, nella lettera di proclamazione sono presenti anche altre rivendicazioni come lo stanziamento di 80 milioni di euro per le borse di studio nuovi posti per Professori Associati, Professori Ordinari e Ricercatori.

Per quanto queste rivendicazioni siano pienamente legittime e in parte condivisibili (soprattutto per quanto riguarda le borse di studio), dobbiamo osservare che uno sciopero durante la sessione estiva può danneggiare proprio gli studenti borsisti che hanno bisogno di conseguire i CFU necessari per ottenere la borsa.

Modalità di sciopero:

  • Lo sciopero riguarda il primo appello della sessione estiva con data compresa tra 1° giugno e 31 luglio, per una durata di 24 ore. Se lo stesso docente ha più esami di diversi corsi al primo appello lo stesso giorno saltano tutti.

  • Tutti gli esami annullati slitteranno all’appello successivo.

  • Verrà garantito almeno un appello per corso durante la sessione estiva nel periodo 1° giugno – 31 luglio.

  • I laureandi e gli studenti Erasmus sono tutelati con un nuovo appello fissato indicativamente una settimana dopo qualora il primo appello sia l’ultima data utile per concludere il percorso di studi o per poter partire per l’Erasmus.

Questi docenti hanno firmato la lettera di proclamazione dello sciopero, ciò non significa che parteciperanno alla mobilitazione. Allo stesso modo i docenti non presenti su questa lista potrebbero scioperare, vi consigliamo di organizzarvi per tempo e di contattare eventualmente i vostri docenti.

Nella tabella, sono indicati in grassetto i docenti che appoggiano l’iniziativa senza scioperare.

 

Nome docente

Dipartimento

Sergio Pratali Maffei DIA
Paola Lorenzon DSV
Cesare Vetter DISU
Fabio Polidori DISU
Rossana Bussani DSM
Tamara Grava Trieste SISSA
Alberto Pallavicini DSV
Marco Scocchi DSV
Roberto Bertinetti DISU
Enrico Tongiorgi DSV
Paolo Bernardis DSV
Stefano Bianchini Trieste SISSA
Vittorio Grill DSV
Jacopo Stoppa Trieste SISSA
Francesco Lazzari DISU
Renato Pelessoni DEAMS
Paolo Vicig DEAMS
Federica Trafer DSV
Massimo Avian DSV
Riccardo Sgarra DSV
Piero Giulianini DSV
Paola D’Andrea DSV
Alessandra Galmonte DSM
Tiziano Agostini DSV
Davide Guzzetti Trieste SISSA
Laura Pelaschiar DISU
Luciano De Giusti DISU
Daniele Zaccaria DIA
Giuseppe Mussardo Trieste SISSA
Licio Collavin DSV
Marco Cossutta DISU
Matteo Bertolini Trieste SISSA
Gabriele Pozzato DSM
Giorgio Fontolan DMG
Giampiero Laenza DSV
Massimo Bovenzi DSM
Barbara Vogt DISU
Gianni Bosi DEAMS
Antonio Terlizzi DSV
Gudio Abbattista DISU
Giorgio Tondo DMG
Andrea Tessier DISU
Lisa di Blas DSV
Paolo Fattorini DSM
Giuseppina Scavuzzo DIA
Sabina Passamonti DSV

Caro anti-vaccinista, le questioni da affrontare sono altre!

Negli ultimi giorni sono apparsi dei cartelloni, promossi dall’associazione “Comilva”, dall’aperto messaggio anti-vaccinista. Noi di Lista di Sinistra – LINK, come rappresentanti di molti studenti e studentesse dell’Università degli Studi di Trieste, tra i quali quelli del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, del Dipartimento di Scienze della Vita e del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, non possiamo quindi rimanere in silenzio davanti a simili iniziative, che gettano discredito sull’intera comunità scientifica, che viene accusata di essere al soldo delle aziende farmaceutiche. Riteniamo inoltre essenziale ricordare come la vaccinazione sia una delle principali forme di protezione nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, come bambini, anziani, donne gravide, malati cronici ed immunodepressi.

Non crediamo sia necessario ribadire l’efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni, compito che oltretutto non spetta a noi, ma crediamo invece che quanto successo nell’ultimo periodo nel nostro paese vada affrontato anche dal punto di vista politico, con una riflessione che superi la polarizzazione in due fronti che ha dominato la narrazione mediatica e la discussione sui social network.

Se è positivo che un tema legato alla salute ed alle politiche sanitarie abbia ottenuto così tanto clamore mediatico, è certamente negativo che ad essere affrontato sia stato un argomento che nulla ha a che fare con i problemi strutturali che affliggono il Sistema Sanitario Nazionale e la ricerca scientifica italiana. Questi argomenti, oltre che lo studente universitario, devono infatti interessare tutta la popolazione, visto che inevitabilmente le condizioni della sanità pubblica si ripercuotono sulla qualità della vita di ogni cittadino.

Per prima cosa, intendiamo far notare come, al contrario di quanto sostengono i cosiddetti “no-vax”, un’ampia fetta dei ricercatori non siano “baroni” strapagati, bensì giovani studenti di dottorato o postdoc, che svolgono il proprio lavoro al meglio delle loro capacità, viste le scarse risorse disponibili e gli stipendi in genere molto bassi rispetto al ruolo importante che hanno. La spesa per la ricerca ammonta infatti, in Italia, all’1.3% del PIL, ben al di sotto di paesi come Francia (2.26%) e Germania (2.84%). Riteniamo che le accuse che gli anti-vaccinisti lanciano non solo contro le aziende farmaceutiche, ma anche contro i ricercatori che lavorano nelle Università, accusati sostanzialmente di essere complici di questo grande complotto, non facciano altro che screditare persone che fanno un lavoro difficile, ottenendo buoni risultati nonostante i pochi finanziamenti e la poca sicurezza lavorativa.

Inoltre, se si desidera ottenere un miglioramento nel Sistema Sanitario Nazionale, i punti da affrontare sono molti, e tutti hanno ben poco a che fare con le vaccinazioni. Tra questi, citiamo:

  • L’evidente sottofinanziamento della sanità pubblica, con il rapporto tra spesa sanitaria e PIL che è sceso, nel 2018, al 6.5%, che corrisponde alla soglia minima indicata dall’OMS sotto la quale non è più possibile garantire a tutti un adeguato accesso alle cure. Le previsioni per il futuro non sono poi rosee, con questo rapporto che scende al 6.3% nel 2020.
  • La progressiva privatizzazione del Sistema Sanitario, che porta alla creazione di un sistema “a doppio binario”, con un inevitabile aumento del divario nella qualità del trattamento sanitario tra abbienti e  non.
  • L’allungamento delle liste d’attesa: negli ultimi anni, i tempi di attesa medi sono aumentati significativamente per diverse prestazioni: un caso particolarmente grave è quello della mammografia, per cui il tempo di attesa è aumentato dai 62 giorni del 2014 ai 122 del 2018.
  • Il basso numero di borse di specializzazione e di posti nei corsi di Medicina, che mina alla base il funzionamento della sistema sanitario pubblico, diminuendo il numero di medici disponibili ancora prima che questi vengano formati. Basti pensare che, dopo 6 anni di studi ed il superamento di un esame per l’abilitazione, solo la metà dei giovani medici riesce ad accedere ad un corso di specializzazione.

Ci sentiamo di concludere invitando i cittadini che hanno a cuore la propria salute e quella dei propri figli a protestare, ma non contro le vaccinazioni obbligatorie, bensì contro le politiche sanitarie adottate dalle forze politiche che hanno governato il paese, che sembrano puntare alla diminuzione della spesa pubblica per la sanità, con il non irrilevante effetto collaterale di creare un sistema che garantisce livelli di cura adeguati solamente a coloro che possono permetterselo.

 

Fonti

 

 

SE I CARABINIERI SONO LA RISPOSTA DATA AGLI STUDENTI

Questa mattina, come forse avrete già letto nel comunicato uscito poche ore fa (link al comunicato), noi di Lista di Sinistra – LINK abbiamo appeso uno striscione in Piazzale Europa, sotto la “tanto” amata Minerva, in cui invitavamo i candidati e le candidate alle elezioni regionali a parlare concretamente di diritto allo studio con gli studenti e non limitarsi a frivole passerelle in campagna elettorale nelle strade del nostro campus.

Prontamente le guardie giurate sono venute a contestare la nostra azione e dopo aver letto il testo dello striscione ci hanno intimato di staccarlo una volta finito di fare le foto. Ecco qui il testo dello striscione:

Cari candidati alle elezioni FVG2018 cosa vogliamo? Quello che ci spetta: mantenimento della copertura delle borse e tempi di erogazione, trasporti a misura di studenti e studentesse, alloggi e mense di qualità!

Non ci sono insulti, non c’è nulla di offensivo, solamente delle richieste verso coloro che andranno a governare la nostra regione nei prossimi anni e che avranno modo, se lo vorranno, di gestire e migliorare il Diritto allo Studio in FVG. Perché allora farcelo togliere? Perché oggi il nostro ateneo ha organizzato un evento che ormai si ripete da diversi anni: Job Units. A questa giornata parteciperanno diverse aziende con i loro rappresentanti per parlare di lavoro agli studenti. Il nostro striscione andava a rovinare il decoro della nostra università che evidentemente è sempre meno nostra e sempre più loro!

Poche righe scritte da studenti che si impegnano giorno dopo giorno tra i banchi, nelle aule, in ogni angolo dell’ateneo per garantire ai propri compagni quello che ci spetta sono considerati indecorosi agli occhi di chi l’università la gestisce ma non la compone!

Alla domanda: “Dove possiamo appenderlo?” ci è stato risposto di attaccarlo vicino alla mensa (ben lontano dagli occhi degli imprenditori che tanto gentilmente vengono qui in università per questo evento). Così abbiamo fatto, ma, rullo di tamburi, dopo poco più di un’ora è arrivata una volante dei carabinieri. Sono stati presi i dati di alcuni membri di Lista di Sinistra – LINK e a questi ultimi è stato detto di togliere lo striscione!

Ovviamente abbiamo prontamente chiesto spiegazioni alle guardie giurate per conoscere la dinamica della faccenda. Probabilmente dopo la relazione delle guardie giurate all’amministrazione quest’ultima deve aver preso dei provvedimenti e chiamato le forze dell’ordine. Oppure deve aver riferito il tutto all’ARDiSS visto che l’edificio in cui è stato, in ultimo luogo, attaccato lo striscione non è di competenza dell’università. Si possono fare tante ipotesi ma il succo è sempre quello: qualcuno ha ritenuto che il nostro striscione non andasse esposto e molto probabilmente questo “qualcuno” è l’amministrazione dell’ateneo.

Morale della favola: all’Università degli Studi di Trieste gli studenti hanno diritto di parola solamente se non ci sono grandi eventi in programma per la giornata!

Verso e oltre le regionali in FVG, riprendiamoci #quellochecispetta!

Lista di Sinistra – Link è una lista universitaria che fa parte dell’associazione nazionale di studenti universitari Link – Coordinamento Universitario. Sia a livello nazionale che a livello locale siamo sempre stati in prima linea nelle battaglie per il diritto allo studio, sia negli organi di rappresentanza che nelle mobilitazioni e nelle iniziative incentrate su questo tema. In particolare, Link – Coordinamento Universitario nel 2016 ha raccolto le firme per la legge di iniziativa popolare “All In per il diritto allo studio”, per garantire finanziamenti nazionali sufficienti per il diritto allo studio e ridurre le enormi disuguaglianze tra le Regioni.

Nel 2017 con le scorse elezioni universitarie è stato eletto nel Comitato degli Studenti dell’ARDiSS il nostro candidato di punta Piero Novèl, che però, dopo alcuni mesi di rappresentanza e dopo aver conseguito la laurea triennale, ha scelto di frequentare la laurea magistrale a Padova. Qui ha continuato il suo attivismo nel locale gruppo di Link e lasciateci dire che siamo fieri di lui. D’altro canto, questa scelta ha fatto sì che perdessimo la rappresentanza in ARDiSS. Nonostante questo, non vogliamo assolutamente smettere di accendere i riflettori su un tema per noi così importante come quello del diritto allo studio universitario. Per questo motivo abbiamo pensato di appendere uno striscione nel nostro ateneo e di inviare una lettera ai candidati alle elezioni regionali per invitarli a esprimersi su questo tema.

Abbiamo inserito nel nostro striscione quattro temi fondamentali che vorremmo fossero al centro della campagna elettorale: i tempi di erogazione delle borse di studio, il mantenimento della copertura totale, i trasporti, gli alloggi e le mense.

Per quanto riguarda i tempi di erogazione, segnaliamo che ad oggi gli studenti del primo anno ricevono le borse solo dopo aver conseguito 20 CFU. Così facendo la borsa di studio diventa sostanzialmente un rimborso di spese che lo studente ha già sostenuto. Noi vogliamo che le borse di studio del primo anno vengano erogate per metà entro il 31 dicembre e per metà dopo il conseguimento dei 20 CFU.

Relativamente alla copertura delle borse, ovviamente sappiamo che nella nostra Regione è garantita la copertura totale delle borse di studio. Tuttavia, non possiamo dare per scontato che tutto continui ad andare bene: quest’anno in alcune Regioni è stato registrato un forte aumento delle domande e per i ritardi nell’erogazione dei finanziamenti statali anche in alcune Regioni dove storicamente la copertura totale era una realtà consolidata non tutti hanno ricevuto le borse di studio. Questa situazione si è presentata, per esempio, in Emilia-Romagna. Noi vogliamo che anche in una situazione di difficoltà la Regione Friuli Venezia Giulia anticipi i finanziamenti per garantire la borsa a tutti com’è accaduto finora, perché quello dello studente che non riceve la borsa per mancanza di fondi anche se ha tutti i requisiti di merito e di reddito per averla è un inaccettabile paradosso tutto italiano.

Per quanto riguarda i trasporti da studenti e da giovani non possiamo non far presente l’esiguo numero di autobus disponibile nelle ore serali e soprattutto in quelle notturne. Inoltre, sarebbe opportuno migliorare i collegamenti con l’area di ricerca a Basovizza e quelli tra l’ospedale di Cattinara e la sede centrale dell’università.

Infine arriviamo agli alloggi e alle mense, che nella nostra ottica sono importantissimi perché garantire il diritto allo studio non può significare solo erogare una borsa di studio. Quest’anno sono aumentate in maniera molto pesante le tariffe dei pasti ridotti in mensa e negli alloggi si registrano ancora carenze nei servizi.

Su questo e altro ancora speriamo di ricevere risposte. Cari candidati e care candidate, vi aspettiamo al varco!